Quali parametri rispettare per la detenzione di un’arma in casa?

arma

Una delle leggi che ha lasciato in eredità il governo Lega – 5 Stelle è la modifica dell’art. 52 del codice penale, ovvero la riforma della legittima difesa.

All’epoca (la legge è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 aprile 2019) la decisione ha sollevato non poche polemiche e interventi da parte delle più alte cariche dello Stato, tra le quali sono spiccate le perplessità del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Tre sono le principali fonti su cui agiscono queste modifiche:

  1. il principio di proporzionalità tra offesa e difesa: mentre prima ci si poteva difendere con un’arma se anche il soggetto invasore del proprio domicilio era armato, ora la possibilità di difesa a mezzo d’arma è estesa a ogni casistica;
  2. in secondo luogo, sono state fortemente inasprite le pene per furto e violazione di domicilio;
  3. è stata infine depenalizzata l’eventuale reazione del soggetto invaso che, se dimostrante di essere stato portato in una condizione di grave turbamento, non sarà punibile per le sue azioni.

Senza voler ridurre in soldi spiccioli il provvedimento, ma il senso è: il ladro che ha scelto di fare il ladro si arrangi.

La notizia ha portato sotto i riflettori della cronaca ogni singolo caso che potesse riguardare queste modifiche, restituendo anche l’immagine di un Paese che ha in qualche modo desiderio di poter contare su uno strumento di difesa domestico, possibilmente un’arma e, contorno, della possibilità di usarla a piacimento in caso di bisogno.

Al di là di quanto corrisponda al vero la descrizione mediatica, vien da chiedersi innanzitutto: ma è così semplice detenere un’arma in casa in Italia?

No, non lo è. Il principale motivo è che non esiste un vero e proprio vademecum sulla detenzione domestica di un’arma e, come spesso accade, bisogna rifarsi a precedenti sentenze della Corte di Cassazione per stabilire i parametri effettivi per detenere un’arma nel rispetto della legge italiana.

Come detenere un’arma in casa: cosa dicono i precedenti

Partiamo proprio dall’ordinamento giuridico: l’articolo 20 della Legge n.110 del 1975 stabilisce che la custodia di un’arma, previo possesso di regolare porto d’armi, debba essere assicurata con ogni diligenza nell’interesse della sicurezza pubblica. Fino a qui abbiamo solo un richiamo al buon senso. Per scendere più nello specifico, analizziamo la sentenza numero 13570 del 20 marzo 2017 preso in esame dalla Cassazione. A un soggetto veniva comminata dal Tribunale di Foggia una multa di 200 euro per aver custodito senza la suddetta diligenza una pistola nella propria abitazione, con caricatore e 50 cartucce.

L’uomo però ricorreva in Cassazione asserendo che la custodia dell’arma rispettasse i presunti parametri del buon senso: innanzitutto, l’abitazione dell’uomo era lontana dal centro abitato, assicurata da cancelli blindati, e vi abitava da solo. La pistola veniva custodita scarica sotto il materasso del proprio letto, il caricatore in una cassapanca in veranda e le cartucce in un cassetto di un altro ambiente della casa. Secondo la Cassazione l’uomo aveva ragione, il richiamo alla diligenza e al non mettere a rischio la sicurezza pubblica veniva rispettato. Inoltre, relativamente al vivere con altri soggetti in casa, la Cassazione ha specificato che non sia un obbligo nascondere alla propria famiglia (o ai coabitanti della casa) il possesso dell’arma, l’importante è che questa sia posta lontano dalla disponibilità di minori e persone imperite (totalmente inesperte nell’utilizzo dello strumento).

Vi sono inoltre persone che detengono più armi in casa, considerato che il porto d’armi in Italia consente la detenzione domestica di:

  • 3 armi comuni da sparo;
  • 6 armi classificate a uso sportivo sia lunghe che corte;
  • un numero illimitato di fucili e carabine con calibro e funzionamento indicati nell’art. 13 della legge 157 del 1992;
  • 8 armi complessive tra antiche di importanza storica, artistiche e rare;
  • 200 cartucce per arma comune (art. 97 Regolamento Tulps);
  • 1.500 cartucce per fucili da caccia (art. 97 Regolamento Tulps);
  • 5 chili di polveri da caricamento.

Non è pensabile di nascondere in un cassetto più di un’arma, o dislocare in tutta la casa un piccolo arsenale. Per questo sul mercato esistono diversi modelli di armadi blindati portafucili con varia capienza, con tesoretto interno per le munizione e, quando richiesto, composti da pannelli di vetro infrangibile per l’esposizione. Una soluzione decisamente più cara rispendo al normale nascondiglio fai da te, ma nel caso di detenzione di più armi (talune a canna lunga) con questo sistema non si corrono rischi sia dal punto di vista pratico che, eventualmente, giuridico.

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