Le regole d’oro per ottimizzare il risparmio energetico in casa e diminuire le emissioni inquinanti nell’aria

aria

Gli impianti di riscaldamento sono i principali responsabili dell’aumento di Pm10 nell’aria delle nostre città. Caldaie, caminetti, stufe e via dicendo, generano il 60% delle polveri sottili nell’aria solo nel periodo che va da novembre a metà aprile.

La fotografia è stata scattata da Ispra attraverso il rapporto sulla Qualità dell’ambiente urbano neanche dodici mesi fa e si riferisce ai dati raccolti in 120 città italiane.

Ma un dato positivo ci sarebbe: in dieci anni si è registrata una riduzione del 19%, passando da 45mila a 36mila tonnellate emesse. Se, in via generale, la qualità dell’aria nelle città italiane sta migliorando, dal 2005 al 2015, le emissioni di Pm10 sarebbero aumentate del 50%, complici gli impianti di riscaldamento domestici, aziendali, ma anche quelli di scuole, centri commerciali e uffici.

Per favorire il benessere del pianeta, il punto di partenza devono essere le case, che devono essere rese più efficienti sul fronte energetico, attraverso la sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento. Le vecchie abitazioni, quelle dotate di vecchie caldaie, emettono più sostanze inquinanti nell’aria per via delle dispersioni di calore degli edifici. Si rendono quindi indispensabili gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Se tutti noi dessimo un contributo sostituendo le vecchie caldaie, facendo una buona manutenzione a quelle attuali, eliminando gli spifferi in casa e adottando vari accorgimenti a favore dell’ambiente, quante tonnellate di Co2 si eviterebbero? Ci risponde Legambiente:

“Se si riqualificassero 30.000 edifici all’anno, si eviterebbero emissioni in atmosfera per 840.000 tonnellate di CO2 e si ridurrebbero i consumi di circa 420 milioni di metri cubi di gas all’anno”.

Vediamo quindi come funziona una gestione a basso costo dell’impianto di riscaldamento domestico, volta all’ottimizzazione del risparmio energetico in casa.

La gestione ottimizzata dell’impianto di riscaldamento domestico

Una gestione ottimizzata in ottica ambientale dell’impianto di riscaldamento domestico tiene conto delle seguenti buone norme:

  • evitare temperature troppo alte dei caloriferi e dell’acqua calda;
  • scegliere l’impianto di riscaldamento più adatto alle singole esigenze domestiche, alle dimensioni e alle caratteristiche dell’abitazione. Vi sono tante soluzioni sul mercato, tra cui le innovative ibride che consentono di combinare più tecnologie per una gestione ottimizzata garantita;
  • verificare periodicamente il corretto funzionamento di tutti gli apparecchi, questo consente di affrontare l’inverno in modo ecosostenibile.

Il leader dei servizi di efficienza energetica e ambientale Italia Cofely ha stilato una sorta di vademecum per ottimizzare il risparmio energetico in casa.

Boiler e caldaia:

  1. l’acqua calda sanitaria non deve avere una temperatura maggiore di 45°C;
  2. il boiler va regolato allo scopo di non superare mai i 55°C e va spento nelle ore in cui rimane inutilizzato;
  3. il boiler deve essere installato nei pressi della zona di utilizzo;
  4. prediligere le tecnologie solari (pannelli) per la produzione di acqua calda sanitaria;
  5. sfiatare i caloriferi per eliminare l’aria residua per una massima efficienza.

Riscaldamento:

  1. regolare la temperatura dell’ambiente interno affinché non superi i 20°C (i costi aumentano del 7% all’aumentare di un solo grado della temperatura);
  2. installare sui termosifoni le apposite valvole termostatiche, che permettono di ripartire il calore per le singole stanze escludendo il calorifero una volta che la stanza ha raggiunto la temperatura impostata. Le valvole termostatiche bilanciano automaticamente l’impianto;
  3.  installare i cronotermostati per ottimizzare la gestione degli orari di accensione e spegnimento in tutte le stanze durante le ore del giorno;
  4. evitare di tenere acceso il riscaldamento nelle ore notturne. Se proprio lo si vuole tenere acceso, basta regolarlo sui 16°C;

E se l’impianto di riscaldamento è centralizzato?

In questo caso, sarà nel vostro interesse richiedere all’amministratore del condominio di installare un sistema di contabilizzazione del consumo effettivo per appartamento, così da pagare, oltre alla quota fissa stabilita dal condominio, solamente ciò che effettivamente si è consumato.

Manutenzione e isolamento:

  1. provvedere alla periodica manutenzione degli apparecchi, alla loro pulizia, secondo le tempistiche previste;
  2. effettuare l’analisi dei fumi della caldaia come prevede la legge, almeno ogni due anni;
  3. isolare le tubazioni dell’acqua calda, il tetto, le pareti interne e le mura esterne per minimizzare le dispersioni di calore;
  4. dotarsi di finestre con doppi vetri per un isolamento più efficace dell’abitazione.

Il consiglio in più

Ricordiamo inoltre che, per accertarsi del corretto funzionamento del proprio impianto, non bisogna  trascurare ogni possibile anomalia o malfunzionamento. Le caldaie di oggi sono facili da leggere, sono spesso dotate di display che comunica, mediante i codici di errore, quale anomalia o guasto si sta verificando.

Esempio: poniamo di avere un problema di pressione alla nostra caldaia Hermann; per un problema di abbassamento della pressione, sul display dell’apparecchio sul dispositivo dell’impianto apparirà quasi sicuramente il codice E21. Controllando sul libretto di installazione dell’impianto, si potrà individuare la spiegazione del produttore al problema corrispondente alla sigla apparsa sul display (in questo caso E21).

Articoli correlati

Top