Piaghe da decubito: i principali sintomi

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Chi soffre di piaghe da decubito o ne ha avuta almeno una in passato sa bene quanto le lesioni da pressione possano essere fastidiose e difficili da portare a guarigione.

Si tratta di danni tissutali che potrebbero essere evitati con una efficace prevenzione, ma che sfortunatamente sono ancora molto frequenti.

La loro comparsa è dovuta ad un’alterazione della circolazione periferica causata da una pressione costante esercitata su un’area del corpo ristretta. Le cellule soffrono e vanno incontro a morte, con conseguente danno tissutale. Le lesioni si possono riconoscere per il loro aspetto e per i sintomi delle piaghe da decubito, i quali possono essere di intensità variabile a seconda dell’entità delle stesse lesioni.

Sintomatologia: quali sono i disturbi principali?

Per spiegare in dettaglio segni e sintomi che si possono presentare nei pazienti che hanno delle ulcere da decubito è utile fare una suddivisione in stadi. La suddivisione in stadi aiuta a comprendere l’evoluzione della lesione ed i sintomi che compaiono con il progredire del danno.

Nel primo stadio abbiamo solo l’interessamento dell’epidermide, ovvero dello strato superficiale. La condizione è facilmente trattabile, è possibile notare la presenza di un eritema che resta fisso in corrispondenza dell’area colpita dalla lesione.

Nel secondo stadio la lesione diventa più profonda e coinvolge anche il derma. In questa fase i pazienti possono notare la comparsa di vescicole. Bisognerebbe intervenire per evitare che l’ulcera peggiori ed arrivi allo stadio successivo.

Nel terzo stadio tutto il tessuto sottocutaneo viene coinvolto. Il processo ulcerativo va a toccare la fascia muscolare, che per il momento non viene però interessata dal processo ulcerativo. La lesione è molto più profonda rispetto a quelle visibili negli stadi precedenti.

Il quarto stadio è l’ultima evoluzione della piaga da decubito, che risulta in questa fase ancora più profonda, coinvolge la fascia muscolare, i tendini e può potenzialmente coinvolgere tutti i tessuti profondi. Si dovrebbe evitare di arrivare allo stadio terminale dell’evoluzione, sia per la gravità dei danni tissutali indotti dall’ulcera, sia perché si tratta di una lesione molto difficile da curare.

Il paziente può avvertire fastidio e dolore. Il dolore può essere di intensità variabile e non necessariamente correla con la gravità della situazione. La condizione clinica del paziente può peggiorare rapidamente se la lesione si infetta: in questo caso è richiesta una terapia specifica che sia volta ad eradicare l’agente patogeno, nella maggior parte dei casi un batterio, anche se sono possibili le infezioni da funghi.

Come si trattano queste lesioni?

Il trattamento prevede l’eliminazione della causa scatenante – cambiare posizione nel letto di frequente, utilizzare appositi trattamenti per le piaghe da decubito che evitino la formazione delle stesse – e l’utilizzo di soluzione fisiologica o di soluzione salina tiepida per il lavaggio della lesione.

Non si utilizzano mai dei trattamenti in polvere perché porterebbero alla formazione di croste e non ad una guarigione corretta dell’ulcera. Si possono utilizzare invece creme antibiotiche o antimicotiche nel caso di infezione della lesione: il trattamento deve essere prescritto dal medico e fatto seguendo le modalità di applicazione indicate dal professionista, per evitare un’efficacia ridotta ed effetti collaterali spiacevoli.

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