Lauree telematiche: vincenti nel mondo, giudicate in Italia

Italia

L’università telematica UniCusano ha registrato nell’anno accademico 2018/2019 il 20% in più di immatricolazioni rispetto all’anno precedente, arrivando a contare oltre 30 mila corsisti in tutta Italia.

UniCusano è solo un esempio che si può portare di una tendenza più generale che negli ultimi hanno ha visto aumentare in maniera esponenziale il numero di iscrizioni a corsi online. Non è difficile capire il perché. In un paese dove conta l’esperienza nel mondo del lavoro, tanto quanto lo studio, è sempre più diffusa la voglia da parte dei giovani (e non) di portare avanti sia l’esperienza professionale che quella di apprendimento.

I corsi online permettono di lavorare e di dedicarsi allo studio nel tempo libero senza essere penalizzati per la non frequentazione della vita universitaria. Sono ottimi anche per chi, dopo anni di lavoro, ha voglia di specializzarsi ulteriormente o acquisire nuovi tipi di competenze. Le piattaforme e-learning permettono l’accesso non solo al materiale didattico, ma anche ai video delle lezioni. In questo modo, lo studente può ascoltare le spiegazioni del professore o della professoressa utili soprattutto quando si ha a che fare con argomenti più ostici. Tutto questo può essere fatto comodamente da casa, spostandosi solo per gli esami. È chiaro, quindi, che le università telematiche rappresentano una soluzione vincente anche per coloro che vivono lontano da zone universitarie e non possono permettersi di prendere una stanza o casa in affitto.

Questi dati e l’entusiasmo degli studenti entrano in conflitto con la recente decisione di eliminare a partire dall’anno accademico 2020/2021 i corsi online di Psicologia, Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche (LM). Dato che la professione di psicologo è stata riconosciuta come una professione sanitaria a tutti gli effetti (decreto legge Lorenzin del 2017) e la frequenza a tali corsi è diventata obbligatoria (decreto di Fioramonti del 23/12/2019), le università telematiche non possono più occuparsene.

Molti studenti hanno etichettato questa decisione come un ulteriore esempio del carattere conservativo e poco moderno dell’Italia che ancora non ha capito i grandi vantaggi dell’e-learning. Spesso, si parla degli studenti delle telematiche come di “nullafacenti” con una preparazione “superficiale e incompleta”. Non si guarda, invece, alla modernizzazione degli strumenti didattici e all’annullamento dei costi che gravitano intorno alla scelta di frequentare un’università.

L’applicazione del sistema e-learning è palesemente migliorata dai tempi degli esordi, offrendo una didattica completa, tranquillamente comparabile a quella delle altre Università” scrivono in un comunicato alcuni studenti delle università telematiche.

Il resto del mondo dà ragione a questi ragazzi. Diverse indagini statistiche condotte in altri paesi hanno evidenziato una crescita dell’apprendimento online e tutti i vantaggi che sono ad esso legati. L’e-learning è particolarmente diffuso tra i lavoratori che vogliono approfondire la loro preparazione e sembra essere molto efficace.

E poi, ricordiamoci che la scelta di un’università telematica è una scelta green. Sembra che seguire corsi online comporti un risparmio di energia pari al 90% e riduca dell’85% l’emissione di CO2 nell’ambiente. Vista la grave situazione ambientale in cui ci troviamo a vivere oggi, questo aspetto non può che essere considerato un pregio notevole.

Bisognerebbe, allora, porsi con meno pregiudizio nei confronti della modernità e lasciare che essa faccia il suo corso.

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