La vitamina C è indispensabile, ma senza abusarne

abusarne

Qualsiasi sostanza che può essere assorbita dal nostro organismo viene sovente accompagnata dalla frase “fa bene, ma senza abusarne”.

Il che è una grande verità e, al tempo stesso, un’ovvietà. Eppure, la fama di alcuni nutrienti è tale da pensare che un’assunzione massiccia degli stessi possa comportare una sorta di schermo verso malattie e disturbi, quando in realtà è l’esatto contrario.

La teoria di Pauling

La vitamina C fa parte dell’olimpo di sostanze benefiche che sin da piccoli siamo abituati a identificare come necessarie per il nostro corpo. Un retaggio che affonda nel passato, per il quale abbiamo bisogno di una piccola digressione storica. Nel 1970, Linus Pauling scrisse un libro che sarebbe diventato un best seller: Vitamina C e il raffreddore. Pauling aveva già vinto 2 premi nobel, uno per la chimica e uno per la pace, quindi era una personalità di spicco dalla grande credibilità. In una conferenza disse che gli sarebbe piaciuto vivere più a lungo per osservare i progressi della scienza, così un collega gli raccomandò 3000mg al giorno di vitamina C per migliorare la sua salute. Pauling seguì il consigliò e, come racconta nel libro, cominciò a sentirsi molto rinvigorito e in salute tanto da cominciare degli esperimenti sulla vitamina C e assumerne dosi superiori ai 10mila mg giornalieri. Quindi in sintesi: Pauling è stato un chimico eccezionale, ma anche il fondatore di una medicina senza evidenze scientifiche quale l’ortomolecolare e il propulsore principale per la vendita di integratori negli anni ‘70.

Cos’è la vitamina C

A questo punto è necessario dire che la dose giornaliera consigliata di vitamina C è intorno ai 100 mg al giorno, un po’ meno per le donne. Questo ci fa intendere quanto fossero esagerate le stime di Pauling, ma anche la vera natura della sostanza: un integratore per il buon funzionamento dell’organismo. Tecnicamente, la vitamina C si definisce acido ascorbico ed è un micronutriente solubile, vuol dire che non può essere trattenuto dal nostro organismo, se non in minima parte.

Le sue funzioni sono diverse, la più apprezzata è la lotta ai radicali liberi che sono molecole dannose per l’organismo. In sostanza, ogni volta che digeriamo, fatichiamo, fumiamo o siamo esposti ai raggi solari, accumuliamo radicali liberi. La vitamina C ci aiuta a liberarcene, quindi a prevenire i sintomi dell’invecchiamento. Il micronutriente produce anche collagene, essenziale per una buona elasticità del derma e per i tessuti interni, ci aiuta ad assorbire meglio il ferro di origine vegetale, che è più difficile da metabolizzare rispetto a quello animale ma molto più nutriente e privo di grassi.

Dove si trova la vitamina C

L’acido ascorbico si trova soprattutto nella frutta e in misura inferiore nella verdura. Gli agrumi, come noto, sono la tipologia vegetale più ricca del micronutriente. La vitamina C può anche essere estratta da questi alimenti e quindi sintetizzata. Biologicamente, non esiste una differenza tra la vitamina C biologica e sintetica, ma quest’ultima è priva degli altri principi attivi che contiene un frutto e che agiscono in concerto con l’acido ascorbico.

La vitamina C assoluta e sintetizzata la troviamo negli integratori in polvere o capsule. La troviamo spesso nei prodotti cosmetici, soprattutto nelle creme per corpo e viso (ricordiamo la produzione di collagene). In questi casi, si tratta di vitamina C sintetizzata, ma che effetto ci fa? Sarebbe meglio un’assunzione di vitamina C naturale?

Dipende dalle necessità. Per quanto riguarda gli integratori, questi devo integrare una normale assunzione di vitamina e non sopperirvi del tutto. Gli integratori non hanno l’azione antiossidante di frutta e verdura, quindi è sconsigliabile (e sbagliato del tutto) sostituire questi alimenti con delle compresse. Per quanto riguarda la cosmesi, la regola aurea è sempre verificare di quali ingredienti è composto il prodotto. La vitamina C, di per sé, ha un effetto positivo per la pelle, quindi se focalizzata su alcuni punti ha un effetto mirato e ancor più soddisfacente. Ma attenzione alle altre sostanze: preferire prodotti naturali alla vitamina C è una garanzia maggiore rispetto all’affidarsi alle sostanze da laboratorio, più potenti ma anche a maggior rischio di controindicazioni.

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