Teatro Valle, l’occupazione è terminata tra colpi di scena

teatro valle
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Non hanno mollato fino all’ultimo, gli attivisti che hanno occupato il Teatro Valle per ben tre anni.
Nella tarda mattinata di oggi è avvenuta la tanto agognata consegna dello stabile da parte della Fondazione Teatro Valle bene comune al Comune di Roma, ma a quanto pare non tutto è filato liscio.
Già ieri, mentre la maggioranza degli attivisti stava sgomberando la “foresteria” in cui aveva bivaccato per anni, l’ala più radicale ed oltranzista degli occupanti ancora vagheggiava l’ipotesi di una strenua difesa da attuare contro le Forze dell’Ordine.
Poi è prevalso il buon senso, macchiato da entrambe le parti da furberie e colpi bassi.
Il Comune ha avuto la bella trovata di staccare la corrente elettrica, forse per impedire agli occupanti di tenere l’ultima conferenza stampa. A fare le spese del “buio in sala” è stata anche la truppa dei tecnici del Dipartimento Cultura del Comune, capeggiata dalla Direttrice Gabriella Acerbi, che si è trovata costretta ad ispezionare lo stabile a tentoni.
Al momento della consegna delle chiavi al Comune ed al Teatro di Roma, c’è stato l’annuncio della volontà degli occupanti di trattenere un terzo mazzo come garanzia, in attesa di risposte concrete ancora non pervenute. Pronta la replica dell’Assessore alla Cultura Marinelli che, perdendo il suo consueto aplomb, ha tuonato: “abbiamo ribadito i nostri impegni. Ora lascino immediatamente il teatro”.
In effetti non si è mai visto che a degli ex occupanti venga concesso di rientrare a proprio piacimento nella struttura in cui si erano stabiliti illegalmente, come è pur vero che la Fondazione Teatro Valle bene comune non ha ancora avuto garanzie scritte e dettagliate dalla Giunta Marino.
Un braccio di ferro che non ha fatto sicuramente bene all’immagine della città, a cui il sindaco Ignazio Marino tiene tanto. Ciò che si è visto in questa occasione, infatti, è stata una Giunta imbelle, incapace di fronteggiare l’illegalità manifesta dell’occupazione di un bene di quasi 300 anni dall’inestimabile interesse storico-culturale.
Nonostante ciò la Giunta Marino ha presentato la riconsegna del teatro come una vittoria, ma a ben guardare il danno che l’occupazione ha causato non è stato di piccola entità.
Federico Rocca, responsabile enti locali di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, ha giustamente osservato che “l’entusiasmo sbandierato dal Campidoglio è assolutamente ingiustificato”, aggiungendo che “in 3 anni è stato quantificato un danno di 8 mln di euro tra mancati guadagni, utenze pagate dalla cittadinanza, evasione SIAE e diritti d’autore” e chiedendosi “chi risarcirà la collettività per questo danno”.
Vedi tu se il fumo negli occhi della Giunta Marino riuscirà anche in questo caso a tramutare una sconfitta in trionfo…

 

 

 

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