Lo strano silenzio dei media sulla casa in affitto di Renzi

Ci eravamo chiesti chi fosse il misterioso personaggio che pagava l’affitto dell’appartamento all’ex sindaco di Firenze, ed ora premier, Matteo Renzi. In realtà, per un giorno e poco più se lo sono chiesto tutte le testate italiane, che oggi, colte dalla solita amnesia, hanno buttato tutto nel buco nero del dimenticatoio. L’unico a tornare sull’argomento è “Libero” che ieri ha svelato il mistero. “Pagavo io l’affitto a Matteo Renzi” con queste parole Marco Carrai, consigliere, amico e finanziatore del presidente del Consiglio è venuto allo scoperto. Il trentanovenne di Greve in Chianti ha voluto chiarire in una lettera intestata al direttore Maurizio Belpietro, che è tutto regolare. Il contratto è regolarmente intestato. Cosa che nessuno aveva mai contestato. C’è da concentrarsi su due aspetti: primo, dal comune di Firenze a Pontassieve, dove il premier viveva con la moglie ed i suoi tre figli, ci sono 19 chilometri. Un distanza percorribile a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche per un pendolare “vip”, quindi perché la necessità di un appartamento di cinque vani in pieno centro dove spostare la residenza? Secondo: non ci sarebbe nulla di male se l’amico Carrai mettesse a disposizione l’appartamento da lui pagato a via degli Alfani 8 all’amico di sempre Matteo Renzi; altra storia, decisamente più imbarazzante, sarebbe se “l’affittacamere” avesse poi ottenuto appalti e gare dall’amministrazione guidata dal premier. Negli anni, infatti, il cursus honorum di Marco Carrai (attuale presidente di AdF) si intreccia sempre di più con società e multinazionali che forniscono servizi al Comune di Firenze. Si tratta di un gesto di ospitalità verso un amico, oppure la faccenda è più complessa? E comunque: è opportuno che il presidente del Consiglio si sia fatto pagare l’affitto di casa da un amico che ha avuto parecchi incarichi di nomina comunale? Ai posteri l’ardua sentenza.

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