Iraq,il video shock: reporter americano decapitato dagli jihadisti

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Aggiornamento.  “Il mondo è scioccato dal brutale omicidio di James Foley, ordinato da miliziani che uccidono donne e bambini, musulmani, cristiani e esponenti di altre minoranze religiose. Jihadisti che sono pronti a commettere  genocidi. Lo Stato Islamico (Is) è un cancro da estirpare, non rappresenta nessuna religione, i suoi appartenenti sono persone che hanno ideologie corrotte, non degne del genere umano. Falliranno, perché nel mondo vince chi costruisce, non chi distrugge. Gli Stati Uniti continueranno a difendere il proprio popolo in nome della giustizia e a combattere i jihadisti”. Sono durissime le parole del presidente americano Barack Obama contro i miliziani dello Stato Islamico, autori della decapitazione del reporter Usa James Foley.

E intanto, il primo ministro inglese David Cameron ha interrotto le sue vacanze in Portogallo per tornare in Inghilterra. Infatti, il boia del video della decapitazione del giornalista americano parla con uno spiccato accento inglese. Cosa che fa temere che si possa trattare di uno dei tanti sudditi di Sua Maestà aggregatisi ai jihadisti in Siria e Iraq.

Il jihadista che ha decapitato il giornalista americano James Foley sarebbe il leader di un gruppo di militanti britannici responsabile della detenzione degli ostaggi stranieri in Siria. Lo rivela il Guardian, secondo cui il militante apparso nel video diffuso ieri sera è stato identificato da un suo ex ostaggio come il capo dei tre jihadisti britannici che si ritiene si occupino dei prigionieri stranieri a Raqqa, roccaforte dello Stato islamico in Siria. Prigionieri che li avevano soprannominati, in virtù della loro nazionalità, i ‘Beatles’.

Il militante, che si fa chiamare John e che potrebbe essere di Londra, scrive ancora il giornale, sarebbe stato il principale negoziatore nelle trattative per il rilascio, nei mesi scorsi, di undici ostaggi dello Stato islamico, consegnati a funzionari turchi dopo il pagamento di un riscatto. L’ex ostaggio, rimasto per un anno a Raqqa, ha raccontato al Guardian che il jihadista responsabile della morte di Fooley è intelligente, istruito e un seguace devoto degli insegnamenti dell’Islam radicale.

 

Messaggio all’America”. E’ questo l’inquietante titolo con il quale l’Isis, lo Stato islamico in Iraq e nel Levante, ha pubblicato su internet un video in cui un giornalista americano scomparso in Siria nel 2013, James Foley, viene decapitato. C’è stata anche la rivendicazione dell’Isis dell’uccisione del reporter statunitense. Il video è ormai introvabile. Su YouTube è stato rimosso subito dopo la pubblicazione, per “violazione della norma sulla violenza”. Si tratta di una risposta sanguinaria quella che il Califfato, che intende istituire uno Stato in parte dell’Iraq e in parte della Siria, ha dato ai bombardamenti americani.

Il video. Il giornalista James Foley, 40enne freelance di Boston, rapito nel gennaio del 2013 in Siria. Nelle immagini si vede Foley in ginocchio con una tuta arancione, come quella indossata dai prigionieri di Guantanamo con alle spalle un uomo vestito di nero. Poco dopo, si vede il corpo di Foley con la testa insanguinata poggiata in grembo.

Prima di morire, lo stesso Foley si rivolge ai propri cari accusando gli Usa e Obama di essere responsabili della sua morte. Dopo, il guerrigliero  al suo fianco, che con un coltello gli taglia la testa, avvertendo che anche un secondo americano è nelle loro mani. Presentato come Steven Joel Sotloff, corrispondente di Time, disperso dall’agosto del 2013 in Libia. Sarà lui la prossima vittima: “Dipende dalle prossime decisioni di Obama”.

Intanto le agenzie di intelligence Usa stanno verificano l’”autenticità'” del video diffuso dall’Isis. Il presidente Barack Obama è stato informato dell’esistenza del filmato mentre era a bordo dell’Air Force One, di ritorno a Martha’s Vineyard. “Se il video fosse autentico, siamo inorriditi dal brutale assassinio di un giornalista americano innocente ed esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici”, ha affermato la portavoce del Consiglio nazionale per la sicurezza della Casa Bianca Caitlin Hayden.

 

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Un Commento

  1. paolo said:

    siamo in una societa’ chel’abbiamo voluta noi…. oppure fa comodo ai potenti che muovono interessi dalla mattina alla sera e noi siamo le prede pronte per essere sbranate.Sicuramente se al posto di James Foley ci fosse stato una persona o famigliare di qualcuno che contava l’avrebbero fermato a costo di muovere tutto l’esercito… non si salva nessun politico hanno tutti le mani sporche di sangue..

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