Caos Sapienza: Frati denunciato dalla polizia

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Un’altra denuncia per il rettore in carica ed uscente della Sapienza, Luigi Frati…

Questa volta, il motivo sembra quasi nobile: ha difeso un romeno, fermato dalla polizia, che distribuiva volantini contro un candidato alla sua successione. I fatti, come si legge su “Repubblica”, risalgono all’8 luglio scorso, quando Frati ha cercato di portar via dagli uffici del commissariato interno all’Ateneo il giovane straniero fermato dagli agenti. Respinto dalla polizia, l’ormai ex Magnifico avrebbe insistito più volte, in maniera anche aggressiva, per la liberazione del romeno. Messo alla porta dagli ufficiali di polizia giudiziaria, Frati se ne sarebbe andato stizzito, pronunciando la frase “polizia di m….”. La Questura ha denunciato il rettore uscente per abuso d’ufficio, resistenza e calunnia. Accuse cui ora Frati sarà chiamato a difendersi.

“Ci sono intoccabili e poveracci, tal che si è deboli con i forti che compiono illegalità e si è forti con un poveraccio che per pochi euro distribuisce volantini”, la lettera del Professore inviata al questore di Roma, Mario Mazza. In molti si domandano se quel rumeno sia stato mandato proprio da Frati per fare il volantinaggio contro il suo nemico numero uno per prendere la poltrona da rettore: il prof. Giancarlo Ruocco. E che tutta questa premura derivi dal fatto che il Magnifico si sia sentito in colpa per il fermo del ragazzo. Nulla è da escludere. La cosa certa è che questi, dalle parti della Sapienza, sono giorni davvero bollenti. Il 23 settembre si inizierà a votare per l’elezione del nuovo rettore della  terza università più grande d’Europa. E naturalmente il clima è tutt’altro che sereno. Balla il futuro della Sapienza e, soprattutto, tanti interessi personali. I candidati sono sei: due sostenuti apertamente da Frati (Eugenio Gaudio e Tiziana Catarci), tre contrari (Andrea Lenzi, Renato Masiani e Giancarlo Ruocco), uno neutrale (Roberto Nicolai Mastrofrancesco). La guerra è appena cominciata e proseguirà senza esclusione di colpi. Il rettore uscente spera in un passaggio di testimone senza tanti strappi. Ma il suo ex amico Ruocco è diventato il suo primo nemico, deciso a strappargli ogni tipo di controllo sull’ateneo.

Luigi Frati, dopo sei anni di dominio incontrastato, fatti di inchieste, parentopoli, denunce (corruzione, abuso d’ufficio, falso ideologico) regole stravolte riscritte ad hoc e veleni, rischia di rimanere da solo. Questa volta per davvero. Anche il poco valoroso “capitan” Schettino ha lanciato una stoccata al rettore decaduto, che aveva preso le distanze e stigmatizzato la presenza del comandante della Concordia nell’ateneo romano. “Da che pulpito arriva la predica?”, le parole di Schettino. “Frati è un plurindagato. Per il rettore della Sapienza valgono i tre gradi di giudizio, come per me. Oppure no?”.

Della serie “il bue che dice cornuto all’asino”…

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Un Commento

  1. Andrea said:

    Frati deve andare a casa e non farsi mai più vedere in giro… è una vergogna per l’università italiana, il peggior esempio di “barone” che si circonda e tutela solo i suoi fidati e non i meritevoli.

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