Antonio Razzi: voltagabbana in Italia, statista in Corea del Nord

antonio razzi
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Senatore di Forza Italia, peone ribelle ed indipendente nel nostro paese, Antonio Razzi si trova attualmente in Asia, in un viaggio che lo vede impegnato in Corea del Nord e Cina.
Che a conti fatti sono le due nazioni che più di tutte mostrano un sincero disprezzo per i diritti umani. Ma lui, impermeabile come sempre ad ogni genere di critica, non se ne cura.
E si, perché Antonio Razzi, 66enne abruzzese, dichiara con vanto di essere il presidente dell'”Associazione parlamentare d’amicizia Italia-Corea del Nord”, il cui proposito è quello di avvicinare i due paesi sia sotto l’aspetto commerciale che sotto quello diplomatico.
Razzi, si sa, gode di un rapporto privilegiato con il governo del paese asiatico, e ha difeso ripetutamente a spada tratta il dittatore che ne è a capo, Kim Jong-un (giovanotto dalla capigliatura discutibile e dall’età incerta, si mormora che abbia 30 o 31 anni). Celebre l’intervista delle Iene in cui, replicando all’indiscrezione che il despota avrebbe ucciso e dato in pasto ai cani lo zio che aveva tramato contro di lui, lo avrebbe definito “un moderato”. Alla guida di un paese definito “la Svizzera dell’Oriente”, dove tutto è pulito e ordinato (ed è facile crederlo, vista la sproporzione tra natura del reato e pene comminate che vige nel paese), in cui è in corso un processo di democratizzazione (a quanto pare molto lento).
Il contrasto tra ciò che Razzi afferma e la realtà è particolarmente stridente quando dichiara che la Corea del Nord non è in possesso della bomba atomica. “Sono bravissime persone – ha affermato – per nulla bellicose”.
Fatto sta che Razzi è impegnato in questa cruciale missione diplomatica, ed è in buona compagnia. Con lui Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, accomunato dalla stessa caratteristica: la poca coerenza, che non è il pezzo forte di entrambi.
Il Senatore di Forza Italia, lo ricorderete, fu protagonista con Domenico Scilipoti di una delle pagine più buie dell’Italia repubblicana, quando, nelle file del centrosinistra, si vendette a Berlusconi per puro tornaconto personale.
A tanto non è arrivato di certo Salvini, che dal canto suo ha però sbottato a più riprese, nei momenti di maggior attrito con la Boldrini e la maggioranza, “questa è roba da Corea del Nord!”. Ma avrà cambiato idea, è chiaro.
In Asia Razzi, che da noi è considerato poco più che una macchietta, è stato accolto in pompa magna come un vero statista. A sentirlo parlare sembra che aspiri al premio Nobel per la pace, per il meritorio intento di abbattere il muro che separa le due Coree in coincidenza del 38mo parallelo.
Nobile proposito, se solo non coincidesse con il tentativo di sdoganare uno dei più feroci dittatori rimasti sulla faccia del pianeta.

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