[Video] Decapitazione Sotloff, torna il macabro show dell’Isis

Un altro giornalista americano, Steve Sotloff, è stato decapitato dai jihadisti dell’Isis. Il prossimo, quasi sicuramente, sarà un ostaggio britannico.

Le immagini diffuse ieri sera dai membri dello Stato Islamico hanno immortalato un altro macabro rituale che ha seguito quello di James Foley ucciso due settimane fa. Sotloff, reporter di 31 anni rapito l’anno scorso in Siria, appariva al termine del video della decapitazione di Foley: “La vita di questo cittadino Usa, Obama, dipende dalle tue prossime decisioni”. Così, il boia ha mantenuto l’orrenda promessa di morte, sgozzando il reporter di origine ebrea, con la passione per l’Islam.

Come per il video di Foley, anche stavolta sono sorti numerosi dubbi.

Sotloff era stato già ucciso, subito dopo la prima decapitazione, e le immagini sono state diffuse solo dopo due settimane? Oppure il reporter Usa è stato effettivamente decapitato ieri?

Gli interrogativi servono a poco. Lo show degli orrori dello Stato Islamico è tornato in onda. Nel palcoscenico mediatico del web è stata trasmessa una nuova delirante puntata della trasmissione condotta dall’Isis. L’attore principale è sempre lo stesso: il boia vestito di nero, quasi certamente la stessa persona che recitava in inglese la condanna a morte di Foley.

I riflettori della comunicazione globale sono stati finalmente puntati sullo Stato Islamico solo con la decapitazione del giornalista americano James Foley. Prima di allora i jihadisti sono stati liberi di perseguitare i Cristiani in Iraq, nella città di Mosul, di estorcere loro somme di denaro, di privarli di acqua e di viveri, di costringerli a convertirsi all’Islam. E di sgozzarli, esponendoli crocifissi nelle piazze.

Eppure i membri dell’Isis sono gli stessi incontrati dal senatore John McCain, in qualità di ribelli siriani, che circa un anno fa erano pronti a rovesciare l’allora nefasto regime di Bashar al-Assad.

Cos’è successo poi? Gli annunci da parte del presidente Usa, Barack Obama, che ha autorizzato i voli di ricognizione sui cieli di Damasco per snidare i jihadisti, dimostra un vero e proprio cortocircuito. Ieri erano i ribelli da aiutare, oggi i terroristi da combattere.

L’Occidente, confuso, è condannato ad assistere alla prossima decapitazione.

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