La Rai, la fiction e le dimissioni opportune, da Patuelli alla Tarantola

Antonio Patuelli
Dopo l’exploit di “Libero quotidiano” di sabato, ieri si è svegliato anche il “Corriere della Sera” sul giallo della fiction Rai. Per una settimana hanno fatto tutti finta di nulla (chissà come mai), oggi la notizia è su tutte le testate. La fiction di Rai 1 con Elena Sofia Ricci, “Le due leggi” sarebbe dovuta andare in onda martedì sera e la notizia della frettolosa cancellazione della conferenza stampa circolava già venerdì scorso, tanto che  il nostro sito l’ha pubblicata in esclusiva sabato. L’illustre Corriere ha riservato al nostro scoop lo stesso trattamento di Libero, nessuna citazione. Lo stesso vale per tutti gli altri. Anche quel “cagnaccio” di Dagospia, a cui non sfugge proprio nulla dei movimenti di viale Mazzini (così almeno sembra), ha dato la notizia solo ieri mentre i fatti erano già da una settimana sotto gli occhi di tutti. Solo una mancanza d’attenzione?…chissà. Comunque l’importante è che tutti ci siano arrivati, come si dice, meglio tardi che mai!
La fiction rapidamente bloccata, è stata rimontata e ridoppiata nelle parti “scomode”. Andrà  comunque in onda il 25 e 26 marzo ma in versione riveduta e corretta. L’ipotesi da noi formulata, più di una settimana fa, di una “regia occulta” dietro la cancellazione della fiction dal palinsesto Rai, si è rivelata esatta. Dalle anticipazioni della miniserie  sembrava che i nomi di una banca (o di una società finanziaria) fossero troppo simili a quelli reali e che tutta la situazione avesse riferimenti troppo espliciti alla realtà.  Così l’ Associazione Bancaria Italiana si è subito mobilitata inviando  una lettera alla presidente della Rai Annamaria Tarantola (che conoscono bene visto che, tra l’altro, è una ex dirigente della Banca d’Italia) per segnalarle l’ “inadeguatezza” della tematica trattata e la “pericolosità” di alcune scene. Subito dopo, in perfetto stile viale Mazzini (“sopire, troncare, sopire”) , con un colpo di spugna tutto cancellato. Avranno pensato, ma chi vuoi che se ne accorga? Insomma, l’ Abi fa pressioni e la Rai obbedisce.
Certo, il paragone con la recente attualità politica viene abbastanza facile:  Gentile, l’esponente del Nuovo centrodestra,  travolto dalle critiche, per aver fatto pressioni sul quotidiano l’Ora della Calabria affinché non pubblicasse la notizia che suo figlio era indagato, si è poi dimesso dalla carica di sottosegretario. Vi sembra che in questo caso il modus operandi sia tanto differente? Perché Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, non dovrebbe dimettersi? Anche lui ha fatto pressione affinché una fiction “molto scomoda” non andasse in onda… Dopo la scusa della rotativa rotta, a viale Mazzini pensavano di cavarsela con un semplice “problema tecnico”?
E la Rai in tutta questa vicenda certo non ci fa una gran figura. Servizio pubblico, dicevano. Qui di pubblico ci sono solo le brutte figure degli interessi privatissimi che vengono a galla. Ogni volta. Ma quello che più infastidisce è che questo polverone strano e malsano porterà alla fiction grandi ascolti. Una casualità anche questa?

 

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