Marijuana: tutti d’accordo sul suo utilizzo terapeutico?

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In Italia potrà essere prodotta la marijuana e la notizia sembra mettere tutti d’accordo.

Una serie di reazioni, quasi totalmente positive, si è scatenata in seguito alla notizia della produzione e della coltivazione di cannabis da parte dell’Esercito.

“E’ giustissimo usarla e coltivarla La marijuana – ha affermato l’oncologo Umberto Veronesi – è un ottimo farmaco. Siccome è anche uno stupefacente, si ha sempre paura ad usarlo. Invece è ottimo contro il dolore, contro i malesseri, contro il vomito, è un sedativo. È la stessa cosa che è successa con la morfina, che per anni non sono riuscito a far avere a questi poveri diavoli che soffrivano – ha raccontato Veronesi, che poi ha specificato – Io sono anche per la liberalizzazione, ma questo è un altro discorso”, sottolineando in questo modo la differenza con altri eventuali utilizzi della marijuana.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Firenze, Dario Nardella. La produzione e la coltivazione della marijuana a scopo terapeutico nello stabilimento chimico militare di Firenze, decisa dal Governo, “è la dimostrazione del livello di avanguardia che l’istituto ha ormai raggiunto”. La scelta del Governo, secondo Nardella, “rappresenta un risultato positivo per quel che riguarda il supporto alla ricerca scientifica, la sperimentazione di cure innovative e il coinvolgimento di professionalità nuove”. Tre aspetti che “fanno di Firenze una punta di diamante nella sistema della ricerca scientifica in ambito sanitario”.

Tutto fatto, dunque, per l’utilizzo terapeutico della cannabis. O quasi. “Su questo punto ci sono interazioni fra i due ministeri da molto tempo. L’esercito dispone di uno stabilimento che potenzialmente è in grado di gestire il processo relativo alla marijuana. Siamo arrivati quasi alla conclusione” ha affermato Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa. “Questo potrebbe significare – ha concluso Rossi – l’avvio di qualcosa che non solo è un ulteriore assetto che le forze armate mettono a disposizione della società, ma soprattutto un assetto che può portare benefici sostanziali, anche in termini di costi, a coloro che debbono usufruire di queste medicine”.

Il via libera è giunto dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti e dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. La coltivazione verrà condotta all’interno dello stabilimento chimico militare di Firenze, nato con l’obiettivo di produrre medicamenti per il mondo militare, che ora ha esteso la sua attività anche al settore civile. L’accordo tra i ministeri, che da qualche mese hanno avviato un tavolo di lavoro, sarebbe molto vicino e la notizia verrà ufficialmente entro settembre. L’Italia, se tutto verrà confermato, potrà cominciare a produrre i farmaci derivati dalla cannabis che attualmente vengono importati e non è escluso che entro il 2015 saranno già disponibili nelle farmacie italiane.

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