Indipendenza Scozia: il “SI'” in testa e la Regina sotto shock

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Per la prima volta un sondaggio vede in testa i sostenitori della Scozia indipendente, così i vip inglesi corrono ad aiutare la Regina.

Il referendum che si terrà il 18 settembre e che stabilirà se la Scozia vorrà rimanere nel Regno Unito appare ormai sempre più incerto. Sabato scorso Un sondaggio dell’istituto YouGov ha rivelato un vantaggio, per la prima volta dall’inizio della campagna, degli indipendentisti, con 51% a favore e 49% contrari. In una sola settimana il Si’ all’indipendenza è aumentato di quattro punti percentuali.

Da Londra, poi, sono partiti i ricatti: “Se la Scozia opterà per l’indipendenza, in nessuna circostanza potrà utilizzare la sterlina” – ha dichiarato il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, alla Bbc che ha provato a proporre anche una linea più morbida – “Nei prossimi giorni mostreremo un piano di azione per dare nuovi poteri alla Scozia, poteri per il fisco, la spesa e sul welfare”.

Oltre agli appelli politici, nelle scorse settimane si sono registrati anche gli inviti di numerose personalità del mondo dello spettacolo e della musica.

Tra i più noti alfieri della campagna in favore dell’indipendenza della Scozia da sempre si ricorda l’attore Sean Connery. Così l’Inghilterra non è rimasta a guardare e ha sparato la sua artiglieria (musicale) di un certo livella. Lo scorso febbraio David Bowie ha affidato a Kate Moss, salita sul palco dei Brit Awards, un appello molto chiaro: “Scozia resta con noi”. Per una volta poi gli appassionato di musica hanno avuto la storica occasione di vedere i Beatles e i Rolling Stones unirsi per una causa comune: qualche giorno fa Paul McCartney si è aggiunto ai firmatari di quella che è stata definita una “lettera d’amore alla Scozia” sottoscritta da diverse star sull’onda dello slogan: ”Rimaniamo insieme”. Prima di lui lo aveva fatto l’amico-rivale Mick Jagger.

Sotto il motto “Better Together” (“Meglio insieme”), oltre allo scienziato Stephen Hawking, si sono schierate anche l’attrice Judi Dench e la scrittrice JK Rowling, inglese di nascita, ma scozzese di adozione: proprio a Edimburgo, infatti, l’autrice ha dato alla luce al mondo di Harry Potter. Per questo motivo si è sentita in dovere di donare un milione di sterline alla campagna unionista.

A quanto pare la voglia di indipendenza degli scozzesi costa molto di più. O forse un prezzo non ce l’ha proprio.

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3 Commenti

  1. Giagalle said:

    Un articolo un po’ di parte che trasuda simpatie per una Scozia indipendente. Di solito quando si fa i giornalisti bisognerebbe attenersi a presentare i fatti come sono e non come vorremmo che fossero.

    Da Londra, poi, sono partiti i ricatti: “Se la Scozia opterà per l’indipendenza, in nessuna circostanza potrà utilizzare la sterlina”

    E’ una frase faziosa. Mi sembra naturale che uno stato possa non essere d’accordo se un altro stato utilizza la sua moneta per gli scambi economici.

    • Luca Cirimbilla said:

      Gentile Galleri, grazie del commento. Se darà un’occhiata agli altri articoli del sito potrà trovare molte notizie commentate.
      Questa, in confronto, è poca cosa.
      Buona giornata.

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