Terra dei fuochi. Spenti. I falsi del pentito-opinionista in tv

Ridimensionato il pericolo nella terra dei fuochi

La “terra dei fuochi” comincia a scottare molto di meno. A ridimensionare il fenomeno riguardante l’area campana ha contribuito in modo decisivo il Foglio, con l’articolo di Salvatore Merlo, apparso giovedì scorso. Nell’analisi vengono letteralmente disinnescate le dichiarazioni del pentito fasullo, Carmine Schiavone, rilasciate nella trasmissione di Michele Santoro e Sandro Ruotolo. L’impostore ha dipinto scenari catastrofici dovuti al sotterramento di scorie radioattive e alla conseguente contaminazione dei prodotti agricoli coltivati proprio nell’area interessata.

Da subito, però, qualche perplessità è stata espressa da personaggi autorevoli: l’oncologo Umberto Veronesi, ad esempio, nelle dichiarazioni rilasciate a Il Mattino, ha escluso l’inquinamento dei vegetali cresciuti in questa zona “perché le radici delle piante sono un filtro molto selettivo per le sostanze tossiche: “- il cancro è una malattia di origine ambientale – ha osservato Veronesi – vale a dire non è dovuto a fattori genetici, salvo una limitata percentuale di casi ereditari”. A ridimensionare il fenomeno hanno contribuito anche le analisi dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno che hanno riscontrato l’assenza di livelli di allarme di sostanze tossiche nel sangue di cittadini che vivono nelle zone in questione.

La Campania sta provando a reagire dopo le accuse infondate: “Da quelle dichiarazioni di Schiavone, rilasciate in televisione, la nostra regione ha ricevuto due tipi di danni” ci ha spiegato Gennaro Masiello, presidente di Coldiretti Campania, “il primo ha riguardato il brand Campania e l’immagine da sempre legata ai prodotti tipici di queste zone. Il secondo duro colpo è economico: ancora non siamo in grado di stilare una cifra dovuta ai danni arrivati dal clima di sfiducia e di incertezza che si è creato. Non solo molti coltivatori non sono riusciti a vendere, ma molti altri hanno deciso di rinunciare ai propri raccolti”.

Ora chi glielo dice agli attori, ai presentatori, ai vip aizzati da conduttori di talk-show; ma chi glielo dice anche ai semplici cittadini, che in migliaia si sono mobilitati in difesa della Campania? Chi glielo dice che le parole del pentito non corrispondono a realtà? Non è la prima volta che un collaboratore di giustizia rilascia dichiarazioni prive di fondamento. Carmine Schiavone ha raccontato cose che non poteva conoscere dal momento che è stato arrestato prima che si sviluppassero gli affari d’oro grazie allo smaltimento dei rifiuti. Ma allora perchè ha detto quelle cose? Come spiegato dal Foglio, perchè c’è il rischio che i camorristi in questo modo riescono a inserirsi negli appalti per la bonifica. Con l’appoggio, involontario, di giornalisti che danno spazio agli Schiavone di turno.

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