Tre poltrone per un architetto

L'architetto Paola Muratorio, Presidente di Inarcassa

La Presidente di Inarcassa, Paola Muratorio, ricopre incarichi di rilevanza in altre due società. Una di queste intrattiene stretti rapporti commerciali con il Gruppo Green Power, che opera una feroce concorrenza nei confronti di architetti ed ingegneri.

Una donna con tre incarichi è la protagonista di questa tipica storia italiana. Paola Muratorio, architetto e Presidente di Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti) al suo terzo mandato (è in carica da quasi 15 anni), è anche Consigliere d’Amministrazione di Enel Green Power Spa (di cui Inarcassa è azionista) e da pochi mesi Presidente di Enel Rete Gas.
Il suo operato è stato recentemente oggetto di attenzione da parte di un architetto pescarese, Gianluigi D’Angelo, che ha promosso una petizione sottoscritta da migliaia di colleghi.
Ma andiamo con ordine. Il mal di pancia che da tempo serpeggiava tra gli iscritti, gravati da aumenti previdenziali e la contrazione della quantità degli incarichi, è deflagrato alla notizia di un annuncio apparso su un noto sito, specializzato nell’offerta di servizi e prodotti a prezzi concorrenziali. In esso è pubblicizzata la possibilità di ottenere una certificazione energetica per soli 34 Euro effettuata dal Gruppo Green Power, società per azioni che conta ben 43 sedi dislocate su tutto il territorio nazionale. A margine della proposta la società si definisce “un’azienda all’avanguardia, punto di riferimento nel settore delle energie rinnovabili in Italia, orientata al miglioramento della vita delle persone grazie a soluzioni e prodotti innovativi per il risparmio energetico e lo sviluppo sostenibile”.
La certificazione, valida per abitazioni e esercizi commerciali, è obbligatoria per contratti di affitto e vendita di un immobile e aiuta ad evitare gli sprechi riducendo i consumi. Essa consiste, mediante un sopralluogo, nell’individuazione delle caratteristiche degli impianti dell’edificio, ed è finalizzata al rilievo delle superfici disperdenti. L’ispezione è propedeutica al rilascio dell’attestato di prestazione energetica (APE), e serve anche alla compilazione del piano di miglioramento, con l’elenco degli interventi da eseguire per migliorare le caratteristiche tecniche dell’abitazione.
Nell’annuncio è specificato che lo sconto dell’83% viene applicato su 200 Euro, costo iniziale del servizio.
Un prezzo stracciato dunque, che ha suscitato l’ira di architetti ed ingegneri, i cui guadagni sono già stati ridotti sensibilmente dalla crisi. Risentimento acuito dal fatto che la Presidente di Inarcassa Paola Muratorio siede, come detto, nel CdA di Enel Green Power a cui il Gruppo Green Power è affiliato. Fin qui nulla di illegale, ma di certo eticamente e deontologicamente discutibile. Perché, si chiede l’architetto D’Angelo, il Gruppo Green Power attua indisturbato una concorrenza così spietata ai danni delle categorie che la Muratorio dovrebbe tutelare? Perché non si opera, tramite Enel Green Power, per dissuadere il partner dal perseverare in questa corsa al ribasso che lede l’intero ordine professionale? Perché pur ricoprendo una carica altissima in Enel Green Power non utilizza il suo potere per influire su queste scelte?
D’Angelo avanza anche l’ipotesi che “aldilà delle questioni legali legate alla violazione dell’articolo 2233 del Codice Civile (circa il decoro professionale) ed alla violazione dell’articolo 9 comma 4 della L.27 del 24/03/2012 (che sancisce l’obbligo del contratto tra professionista e committente corredato da regolare polizza assicurativa), nella fattispecie non sappiamo neanche chi svolgerà realmente la prestazione. Tutto questo – continua – è sconcertante ed è riconducibile perfino ad un’azione penale, se si accertasse che chi propone l’offerta non ha i requisiti per farlo”.
La petizione si prefigge il duplice scopo di ottenere le immediate dimissioni dell’architetto Muratorio dalla Presidenza Inarcassa e l’immediata sospensione di tutte le offerte sul suddetto sito fatte da società Enel o loro affiliate.
La risposta della diretta interessata non si è fatta attendere. In un post sul sito web della Community dell’Inarcassa la Muratorio afferma che “il Gruppo Green Power non è né controllato né partecipato da Enel Green Power, al di là di una mera assonanza nella denominazione”. Un’asserzione condita da velate minacce come la doglianza con la quale punta il dito contro “l’uso dissennato della rete che provoca danni, minando interessi economici e reputazionali di soggetti terzi, che si vedono costretti a dover tutelare il loro buon nome”.
Facile svicolare dalle accuse, no? Un abbaglio causato da un’assonanza, nient’altro. Peccato che nella petizione non si parli né di partecipazione né di controllo di una società sull’altra. E’ infatti evidenziato chiaramente che le due società sono soggetti distinti, ma allo stesso tempo intrattengono stretti rapporti commerciali. La parola chiave, a ben guardare,  è “affiliazione”, come peraltro facilmente riscontrabile sul sito del Gruppo Green Power. In alto a destra, infatti, campeggia la dicitura “Affiliato Enel Green Power”. Una partnership, quindi, alla base della quale è facile immaginare rilevanti relazioni economiche.

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