Indipendenza Scozia: Comitato Olimpico studia soluzione in caso di “si”

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Il Comitato Internazionale Olimpico sta studiando una soluzione per consentire agli atleti scozzesi di partecipare ai prossimi Giochi Olimpici di Rio 2016, nel caso in cui la prossima settimana il referendum sull’indipendenza della Scozia registrasse la vittoria degli indipendentisti.

La possibile soluzione, tenuto conto della difficoltà di costituire in poco tempo un Comitato Olimpico nazionale autonomo, dovrebbe essere quella già adottata in alcune passate edizioni olimpiche.

Infatti, nel 1992 a Barcellona, la Macedonia  gareggiò sotto la bandiera dei cinque cerchi nonostante l’indipendenza dalla vecchia Jugoslavia non fosse stata ancora ratificata. Così come avvenne a Londra per la Macedonia, anche gli atleti di Timor Est gareggiarono a Sidney esibendo nelle Cerimonie ufficiali di apertura e chiusura la bandiera del CIO.  Più di recente, a Londra 2012, toccò alla rappresentativa del Sud Sudan gareggiare in simili circostanze.

Nel caso di una vittoria dei “Si” la deadline che sancirebbe la totale indipendenza della Scozia ricadrebbe nel marzo 2016, a soli cinque mesi dall’inizio dei Giochi di Rio, periodo di tempo assolutamente insufficiente per la costituzione di un nuovo Comitato Olimpico nazionale scozzese.

Due anni fa, a Londra, gli atleti scozzesi vinsero 13 delle 65 medaglie conquistate dalla rappresentativa della Gran Bretagna. Tre di quelle medaglie furono d’oro: Sir Chris Hoy nel ciclismo, Katherine Grainger nel canottaggio e Andy Murray nel tennis. Comunque, in caso di vittoria degli indipendentisti, il comitato olimpico autonomo la Scozia lo avrà sicuramente nelle Olimpiadi del 2020 a Tokio.

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