San Francisco, Ignazio Marino ostaggio della lobby gay?

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Roma, grazie a Ignazio Marino, “finalmente” ha il suo gemellaggio con la città di San Francisco. Già, “finalmente”… Ma quali sono i bisogni comuni che hanno spinto le due città in un abbraccio fraterno?

L’accordo tra la Capitale e la città americana, simbolo del riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali, è stato siglato lo scorso fine settimana. Il sindaco di Roma Ignazio Marino e il sindaco di San Francisco Edwin Lee, nell’ambito di un incontro istituzionale dedicato alle opportunità di collaborazione nei settori del ciclo dei rifiuti, della cultura, e del turismo, hanno anche deciso di avviare un gemellaggio dei due Pride.

Per carità, è sacrosanto che un sindaco tuteli le richieste e le istanze di tutti, anche di quelle associazioni che rappresentano una minoranza, in questo caso riguardante l’orientamento sessuale. Ci si chiede però quanto sia giusto che queste istanze vengano anteposte agli interessi della stragrande maggioranza dei cittadini che governa.

Rispolverando le percentuali con cui è stato eletto Marino sorge immediatamente qualche dubbio sulla sua legittimità. Per le elezioni dell’ultimo sindaco, infatti, è andato a votare meno di un romano su due. Il numero dei voti raccolti, poi, (neanche 665 mila contro i quasi 375 di Alemanno) è il più basso degli ultimi venti anni.

Con il gemellaggio all’insegna dei diritti omosessuali, il chirurgo venuto da Genova, dimostra di confermarsi solo ed esclusivamente il sindaco di un élite, ignorando totalmente le esigenze dei cittadini romani.

Altro che le buche, altro che il potenziamento dei mezzi pubblici, altro che l’inquinamento atmosferico o quello acustico. No, macché. E si mettano in pace l’anima quelle famiglie che si vedono puntualmente sbattute fuori dalla graduatoria per un alloggio popolare o da quella per l’inserimento dei propri figli negli asili comunali: verranno puntualmente scavalcate dagli immigrati arrivati dopo, ma destinati ad essere sempre più tutelati.

Tempestivamente, oltre ai facili entusiasmi, dalle associazioni gay che Marino ha tanto a cuore sono arrivate nuove richieste e nuove rivendicazioni. “Ci auguriamo – si legge in una nota – che dopo questa alleanza ci possa essere un gemellaggio tra il premier Matteo Renzi e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama sulla promozione del matrimonio gay” hanno dichiarato, come se non bastasse il gemellaggio con San Francisco, dall’Arcigay di Roma. Poi, dopo l’amicizia tra Renzi e Obama, cosa chiederanno ancora? Ignazio Marino sembra comportarsi come quei genitori che viziano i propri figli, quando, appena hanno comprato loro un giocattolo, vengono sommersi dalle urla dei piccoli che ne invocano un altro, più grosso, più costoso. E più inutile. Proprio come il Pride romano che Marino ha gemellato con quello di San Francisco.

A sostenerlo sono proprio alcuni omosessuali, come scrive Nino Spirlì nel suo blog, che ritengono il Gay Pride un’inutile carnevalata.

Troppe volte, negli ultimi anni, la citta’ di Roma e’ stata teatro di aggressioni omofobe e di altri gravissimi episodi di discriminazione” ha raccontato Marino nel corso del gemellaggio.

Tutte le aggressioni e tutte le discriminazioni vanno combattute. Con le parole di Marino vengono distinte discriminazioni o aggressioni di serie A da quelle di serie B. E poi, quante aggressioni a sfondo “omofobo”, in un secondo momento, si sono rivelate infondate o compiute da omosessuali verso altri omosessuali? Quanti atti di violenza sono stati compiuti da immigrati non integrati nel tessuto sociale? Eppure non sembra siano state intraprese iniziative per arginare il fenomeno dell’immigrazione.

È tempo che Marino faccia una seria riflessione e cominci a elencare le reali priorità di una città come Roma, che al suo interno comprende tante altre città, tutte diverse tra loro.

Certo, è impensabile addossare i gravi disagi di una metropoli enorme all’amministrazione di turno. Servono inevitabilmente progetti a lungo raggio, anche per i prossimi venti o trent’anni. Ma continuare a ignorare le difficoltà quotidiane per tutelare i privilegi di qualche minoranza non fa che ingigantire tali problematiche.

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6 Commenti

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  2. Andrea Alfano said:

    Da quando ci sta questo: mondezza ovunque, accattoni ovunque, buche ovunque, piante infestanti ovunque, aumentati i costi delle strisce blu, mezzi pubblici ridicoli. Però pedonalizza i fori imperiali ed arriva fino in California per gemellarsi per i diritti dei gay. Se il PD fosse un partito serio, lo rimuoverebbe seduta stante per manifesta incapacità. Aho, questo c’ha in mano la capitale d’Italia. Ma ci stiamo rendendo conto?

  3. Rosalba Pace said:

    A sindaco ma i diritti degli etero chi ci pensa lei è andato a S. Francisco per l’immondizia ritorna con il gemellaggio gaj vorrei sempre sapere chi ha pagato il viaggio

  4. Sergio Ponzo said:

    Ma il Sig. Sindaco, Marino, lo sa che i cittadini di Roma, anche i non gay, hanno dei Diritti? Per esempio a strade pulite e a cassonetti, vuoti, dove poter gettare i rifiuti, a poter passeggiare sui marciapiedi senza dover fare lo slalom tra gli escrementi animali, a spostarsi in autobus con tempi decenti. I diritti dei gay vanno bene, ma Sig. Sindaco devo diventare gay poter rivendicare il Diritto di vedere due agenti di Polizia Locale che non consentano ai lavavetri di rompermi le palle ad ogni semaforo?

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