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Chi denuncia le tangenti non lavora più…

Ecco una “fiction” tratta da una storia vera che la Rai non produrrà mai. Da sette anni, un imprenditore di successo nel campo televisivo conduce una battaglia per ottenere giustizia nei confronti di chi accusa di avergli chiesto tangenti e che per ritorsione lo ha gradualmente spinto fuori dall’azienda di viale Mazzini. Una storia intricata, ma esemplare per giudicare cosa avviene ancora oggi in Italia. Un soggetto, appunto, ideale per una “fiction”.

L’imprenditore si chiama Piero Di Lorenzo ed era il titolare della LDM, una delle società di produzione più note e accreditate del nostro paese nel settore del piccolo schermo. Tra i suoi maggiori successi, “I Raccomandati” (nove edizioni), “Ciak si canta”e “Mettiamoci all’Opera”, ma anche “fiction” come “Il Capitano”(record di ascolti ancora imbattuto su Rai Due con il 21.5% di share) e “Butta la luna” (che affrontò per la prima volta in tv il tema dell’integrazione razziale). Non proprio un passante, insomma, né qualcuno alle prime armi.

Bene, nell’autunno 2006 comincia il taglieggiamento: una richiesta di prestito per cinquemila euro che il mese successivo si trasforma nella prima rata di una tangente. Dopo il rifiuto, comincia un calvario di anni. Poco alla volta, malgrado le denunce dentro e fuori l’azienda, la LDM viene lentamente strangolata. Costretta ad accettare compensi “stracciati” pur di continuare a lavorare, con i propri prodotti inseriti in palinsesto contro programmi più forti per farle raggiungere share sempre più modesti e metterla così fuori dai giochi.

Alla fine, Di Lorenzo sbotta: chiude l’attività di produzione, sacrificando decine di posti di lavoro e presenta una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Roma. E’ il 2012. Questa volta, la magistratura si muove, partono le indagini, arrivano le iscrizioni  al registro degli indagati, piovono le convocazioni in Tribunale per gli interrogatori di indiziati e testimoni. L’inchiesta è tutt’ora in corso.

La ricostruzione della vicenda, sia pure per sommi capi, è a pag. 2. Mentre a pag. 3 è lo stesso Di Lorenzo a raccontare, in una lunga intervista, le tappe del calvario. E’ una lettura istruttiva, uno “spaccato” della Rai che merita di essere conosciuto e considerato. In attesa delle conclusioni della magistratura.

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