L’aereo troppo basso a Fregene: nessun “inchino” e autorizzazioni in regola

La Terza

Nei giorni 27 e 28 agosto, con la pubblicazione degli articoli “Aereo della Polizia troppo basso, panico a Fregene” e “Inchino dell’aereo della Polizia, nuova pericolosa usanza?”, L’ultima Ribattuta ha riportato il panico e tutte le voci raccolte in loco senza peraltro mai fare il nome dello spericolato pilota.

L’Ispettore Capo Pilota della Polizia di Stato ed istruttore/esaminatore E.A.S.A. Fabio La Terza si è comunque autoidentificato e ci ha fatto notificare tramite il suo legale, l’Avv. Antonella Mencherini, la seguente lettera che riportiamo integralmente:

“Si formula la presente in nome e per conto dell’Ispettore Capo Pilota della Polizia di Stato ed istruttore/esaminatore E.A.S.A. Fabio La Terza, il quale si è rivolto allo scrivente studio legale, affinchè si proceda nelle opportune sedi alla tutela della propria reputazione, dell’onere e del decoro gravemente danneggiati dal Vostro comportamenteo illecito.

Difatti, sono stati pubblicati sul sito on line del quotidiano L’ultima Ribattuta, due articoli rispettivamente il 27.08.14 ed il 28.08.14, con il titolo suggestivo “Aereo troppo basso, panico a Fregene” ed “lnchino dell’aereo della Polizia, nuova pericolosa usanza”, in cui la descrizione dei fatti in essi riportata è – nel complesso ed in ogni singola parte – una ricostruzione del tutto inveritiera e fuorviante, offerta al
lettore in modo tale da far passare per vero ciò che è falso, il tutto riportato in modo capzioso, denigratorio e diffamatorio. 

La prima rilevante falsità è consistita nell’asserire che il pilota avesse compiuto tale volo a scopo di saluto nei riguardi di alcuni presenti, mentre ciò si era reso necessario sia per motivi di circolazione aerea che per improvvise ragioni di sicurezza. 

Ancora assolutamente non veritiero è il dato che il predetto pilota sia stato sottoposto a provvedimento disciplinare a seguito del volo in oggetto, per essere lo stesso dotato di tutte le autorizzazioni per compiere un volo ad una altezza ridotta. 

Ulteriormente falsa e quindi offensiva e diffamatoria è l’altra affermazione ricorrente nel corpo di uno dei due articoli secondo la quale in quanto anche assistente bagnante dello stabilimento Ondanomala l’Ispettore Capo Pilota Fabio La Terza avrebbe guidato il mezzo ad un’altezza troppo bassa per fare l’inchino. 

Evidente, quindi, come abbiate volutamente e scientemente raccontato fatti non veri, senza alcuna preventiva indagine di riscontro sulla fondatezza delle notizie raccolte, determinando una pesante e plurima offesa all’onore, al decoro, alla reputazione ed all’immagine dell’Ispettore Capo Pilota Fabio La Terza, aggravata dalla loro diffusione a mezzo della rete Internet, che è strumento diretto ad una cerchia di persone senza confini, con un effetto diffamatorio a catena e senza limiti.

Per quanto sopra, quindi, Vi si invita e diffida a compiere sulla stessa stampa telematica una decisa smentita di quanto da Voi riportato con i sopra enunciati articoli, nonché al risarcimento dei danni subiti e subendi nella misura di €. 30.000,00 ed alla corresponsione a titolo di riparazione ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 12 della Legge n. 47/1948 della somma di € 10.000,00, il tutto entro sette giorni dal ricevimento della corrente richiesta, con assegno circolare intestato all’Ispettore Capo Pilota Fabio La Terza da recapitarsi all’indirizzo dello scrivente studio legale. 

Si preavverte, fin d’ora, che in caso contrario verrà attivata la procedura giudiziaria sia in ambito penale sia in quello civilistico.”

Fin qui le affermazioni dell’assistente pilota che non potrà però non convenire sulla pericolosità del volo effettuato e sul panico provocato nei confronti di chi quel momento si trovava sulla spiaggia. Ecco, L’ultima Ribattuta ha soltanto esercitato il diritto di cronaca, sottolineando i sentimenti di perplessità e di protesta di chi ha assistito al volo radente e avanzato – alla luce di altri episodi del genere – il sospetto che potesse trattarsi di una sorta di “saluto” a qualcuno da parte del pilota.

Niente di più e niente di meno, tanto è vero che anche nel titolo dell’articolo del 28 agosto era presente un punto interrogativo, chissà perché dimenticato nella lettera che ci ha spedito lo studio legale dell’Ispettore Capo Pilota, mentre per tutte le altre voci riportate è stata usata la formula dubitativa.

Nessuna intenzione diffamatoria dunque, ma anche molta curiosità di sapere quale fosse l’utilità di un volo a bassa quota di quel genere e le motivazioni delle autorità per farlo.

Se comunque l’Ispettore Capo Pilota della Polizia di Stato ed istruttore/esaminatore E.A.S.A., Fabio La Terza, si è sentito offeso dalla nostra ricostruzione, nessuna difficoltà a scusarci con lui e a ristabilire – come facciamo con questa nota – la verità dei fatti.

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3 Commenti

  1. Maximilian MacGilly said:

    Il volo a bassa quota si è reso necessario per “motivi di circolazione aerea” e “per improvvise ragioni di sicurezza” ma, nel contempo, il pilota era “dotato di tutte le autorizzazioni per compiere un volo ad una altezza ridotta”. Sulla spiaggia di Fregene ???

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