L’incredibile storia della capolista Paderborn che sfida il Bayern

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Il calcio può spesso nascondere della favole bellissime, da film, quasi incredibili a volte. L’ultima è stata quella di domenica pomeriggio, in Inghilterra, quando Frank Lampard, adesso al Manchester City, ma capitano storico e glorioso del Chelsea per 14 anni, ha deciso di lasciare il suo segno indelebile nel match. Segnando la rete del pareggio proprio contro la sua ex squadra, a 5 minuti dal termine. Un gol che ha infranto i sogni di vittoria della squadra di Mourinho, ma che ha visto a fine gara l’abbraccio romantico dei tifosi del Chelsea al suo ex condottiero che gli aveva appena dato un dispiacere. Nulla in confronto ad un amore lungo tantissimi anni. In Italia difficilmente sarebbe successa la stessa cosa.

Ma ce n’è un’altra di bella storia, forse meno conosciuta, ma ugualmente importante. È la favola del Paderborn, ripresa dal portale “I campioni dello sport”. Una squadra nata soltanto nel 1985, che quest’anno ha raggiunto la promozione in Bundesliga per la prima volta nella sua giovane storia. “E che cosa c’è di così strano, può capitare che una formazione raggiunga la massima serie più tardi rispetto alle altre”. Nulla, se non fosse che la matricola Paderborn è prima in classifica insieme al Bayern Monaco (“ma può succedere anche questo”) e la rosa è composta per la stragrande maggioranza di ex galeotti (l’attaccante Süleyman Koc, per esempio, ha scontato una pena detentiva per aver preso parte a varie rapine), ex clochard (il terzino sinistro Daniel Brückner da giovanissimo era un homeless) ed esordienti. Stupiti? Adesso probabilmente si. Ma non è finita qui. Il team della Renania settentrionale ha un centro sportivo minuscolo, con soltanto un campo a disposizione per allenarsi. Solamente 6 i milioni di euro budget per mettere in piedi un progetto. La società non ha nemmeno gli spogliatoi per tutto l’organico. Allenatori, staff e calciatori si fanno la doccia a turno. Naturalmente non ci sono né osservatori, né scouting alla ricerca di talenti. Nulla di nulla. Ma dalla loro hanno un qualcosa che di questi tempi viene sempre meno: la fame. Che tradotta significa voglia di arrivare, di riscatto sociale, di vittoria, grinta. Oltre che due attributi grandi così. E a volte tutte queste componenti insieme possono dar vita a miracoli come questi.

Questa sera all’Alianz Arena di Monaco il Paderborn sfiderà proprio i campioni del Bayern. Un ostacolo che sembra insormontabile, ma che non fa paura all’”armata” dell’allenatore Breitenreiter. “Ce la giocheremo senza timore. Siamo uomini prima che calciatori”, le sue parole in conferenza. “Non andremo certamente lì per scattare le foto coi i campioni del mondo”.

L’impresa sarà davvero ardua, ma, dopo aver letto queste poche righe, molti si saranno convinti che nulla è impossibile.

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