Ciro Esposito: il delirio “complottista” dello zio

ciro esposito

“Destra eversiva e servizi segreti deviati”. Lo zio di Ciro Esposito, che si vanta di essere un sindacalista della Cgil, con le sue deliranti affermazioni ha deciso di gettare ancora benzina sul fuoco. Non facendo altro che inasprire ulteriormente il clima di tensione tra le due tifoserie, già di per sé alle stelle dopo l’uccisione del supporter partenopeo.

Naturalmente, sono comprensibili la rabbia e il dolore per l’assurda morte di un familiare, ma sostenere che a coprire il romanista Daniele De Santis ci sia lo zampino dei servizi e dei fascisti, è pura follia. Sparare sentenze ormai va di moda, lo hanno fatto in molti prima di lui, tutti alla ricerca di audience mediatica. Ma questa volta il limite è stato superato. Riteniamo che stia ripartendo la macchina del fango ed è per questo che dobbiamo riprendere la battaglia per Ciro e per il rispetto della nostra città. Ogni volta che c’è un passo avanti nelle indagini riparte la cortina fumogena. Rimane il buco nero di De Santis. È stato ricoverato in tre ospedali e non sono mai state trovate ferite da coltello”.

Nel momento più delicato delle indagini, dove sembra che fu l’ultrà giallorosso ad esser stato aggredito per primo da un gruppo di napoletani (sul cappello di Ciro sono state trovate tracce ematiche di De Santis), cosa che potrebbe alleggerire la posizione e le accuse (di omicidio volontario) nei confronti di “Gastone”, ecco le insinuazioni dello zio di Ciro. Parole pesanti, fuori luogo e senza senso, che probabilmente avranno delle forti ripercussioni negli ambienti della tifoseria. Facile riempirsi la bocca con frasi del tipo “basta con la violenza” per poi uscirsene con affermazioni farneticanti.

Enzo Esposito, inoltre, non si è “limitato” a sparare giudizi folli su una questione delicatissima come la morte di suo nipote, ma è andato oltre. Cercando di scavare nel passato di De Santis e domandandosi “perché il tifoso romanista è stato sempre assolto?” e rispondendosi da solo: “ve lo dico io, lo chiamano ‘Gastone’ (il cugino fortunato di ‘Paperino’ n.d.r.) perché esce sempre indenne da ogni inchiesta grazie ai servizi segreti deviati insieme alla destra eversiva. È stato espulso dalla tifoseria della Sud per questo motivo”. Ma nessuna conferma trovano queste sue convinzioni. “De Santis lasciò la curva per sua iniziativa, non subì nessun allontanamento”, sostengono alcuni tifosi che frequentano gli ambenti dei gruppi organizzati.

Sembra di esser tornati indietro di trent’anni a sentire le parole di Enzo Esposito. All’epoca della strage di Bologna, di Piazza Fontana, quando non si perdeva molto tempo per creare il mostro da sbattere in prima pagina, accusandolo di essere un terrorista (qualcuno lo era, ma con le stragi non c’entrava niente), affiancato dai servizi segreti deviati, solo perché di destra. Ci sono voluti anni per dimostrare l’innocenza di tutti quei (all’epoca) ragazzi che hanno pagato con anni di carcere, sofferenza ed anche con la morte. Ma adesso ci ha pensato lo zio di Ciro Esposito a far riemergere i fantasmi del passato.

“Ditemi voi i rapporti esistenti tra De Santis e l’ex sindaco Alemanno” ed ancora “come mai a Brescia venne visto accoltellare un funzionario di polizia ed alla fine fu assolto?”. Falso, perché De Santis non venne riconosciuto proprio da nessuno e, una volta ritenuto estraneo ai fatti, venne anche risarcito per essersi fatto cinque mesi di carcere ingiustamente.

Va bene tutto. Ma un tragico evento come la morte di Ciro, che merita giustizia, non può essere la stessa famiglia a strumentalizzarlo. Non si può tentare in tutti i modi di convincere l’opinione pubblica di un complotto oscuro. Nessuno qui vuole difendere De Santis, perché aveva una pistola con matricola abrasa e ha sicuramente sparato e ucciso. Ma sarà la giustizia a condannarlo, non certo il sindacalista Enzo Esposito.

AGGIORNAMENTO ORE 15:50 A proposito di complotto di “destra eversiva e servizi segreti deviati”, si apprende in queste ore, secondo quanto riportato dall’Ansa, che il coltello a serramanico, trovato sulla scena della rissa scoppiata prima della finale di Coppa Italia, apparterrebbe al gruppo di tifosi napoletani che prese parte alla prima fase dell’aggressione a Daniele De Santis. A quel punto, secondo gli inquirenti, l’ultrà giallorosso avrebbe sparato a Ciro Esposito.

Articoli correlati

Top