Professoressa di trasgressione e le studentesse finiscono in un club di scambisti

Una storia inquietante. Una di quelle che ti fanno pensare: “Ma che cosa succede dentro le nostre scuole?”. Droga, spaccio, baby prostitute ed insegnanti che portano le proprie alunne in locali notturni per scambisti. Del resto, quella è la loro “prof”, le ragazze di fidano. Così, due studentesse, di cui una minorenni, si ritrovano, insieme ad una bella e provocante insegnante accompagnata da un “amico piacione e dal fare un po’ lascivo” in un night club. Vogliono passare una serata hot e trasgressiva. La professoressa aveva tanto insistito per organizzare questa uscita, come raccontato da una delle due ragazze, e continua: “Appena entrati c’erano uomini e donne nudi che si accoppiavano, poi la prof ha iniziato a fare sesso con due uomini”.

La storia, accaduta nel 2010, arriva in un aula di tribunale. Sul banco degli imputati c’è  Sabrina Z., 36 anni, di Torino, all’epoca dei fatti docente in una scuola professionale dell’Eporediese e ora accusata di violenza privata. Le sue dichiarazioni sono inequivocabili: “Se racconti cosa è accaduto questa notte ti boccio”.

L’importante è solo non essere scoperti, poco importa che le due ragazzine siano finite tra luci soffuse, feste spinte ed orge. Ma si sa, le voci ed i pettegolezzi sono difficili da bloccare. L’accaduto, infatti, era arrivat0 velocemente all’orecchio della direttrice della scuola che, dopo aver sentito le dirette interessate, aveva deciso di presentarsi davanti agli ufficiali di polizia giudiziaria in procura.

La professoressa, ieri era nell’aula del Tribunale di Ivrea, mentre i giudici ricostruivano la scandalosa vicenda. C’era anche Michele, 46 anni, di Torino, l’uomo che quella sera aveva portato con la sua auto le tre donne al club di scambisti. Alla domanda del pm: “Ma lei sapeva che una delle due ragazze era minorenne?”, ha risposto con un sorrisino ammiccante: “No, non lo sapevo. E poi io non chiedo mai l’età a una donna”. Ritorna, come nel caso delle baby squillo dei Parioli a Roma, l’idea che una minorenne proprio non si riesce a riconoscere. Le vedi uscire da scuola che sono ragazzine, poi di sera, un po’ di trucco ed un tacco alto, e si trasformano subito donne adulte e vaccinate? Davvero difficile da credere. Sta di fatto che nessuno, all’ingresso del locale, aveva chiesto un documento di identità per verificare l’età delle studentesse, per poter entrare nel privé firma su un foglio una falsa data di nascita. Nessuno controlla. A nessuno interessa.

 

 

 

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