Inps: Treu scalza Bonanni, ma vince sempre la Cisl

treu tiziano inps

Alla fine gli zombi tornano.

No tranquilli non è un refuso di stampa, non parliamo di “conti” ma proprio di zombi, quegli esseri famelici e violenti che abbiamo visto tante volte nei film horror e che altro non sono che morti viventi.

Non vedo altri modi per commentare la nomina di Tiziano Treu, 75 anni (ma Renzi non voleva rottamare i “vecchi”?), a Commissario e quasi sicuramente futuro Presidente dell’Inps che, è bene ricordare ai lettori, gestisce la maggior parte del sistema pensionistico Italiano.

Voci di corridoio che giravano negli ambienti previdenziali e politici facevano presupporre un testa a testa tra Raffaele Bonanni, segretario dimissionario della Cisl, e, appunto, Tiziano Treu già ministro dei governi, Dini prima e Prodi poi, e da sempre considerato di “area” Cisl.

Una lotta, insomma, tutta interna alla Confederazione cattolica che in questi ultimi anni, con la gestione Bonanni, si è distinta per essere, tra le tre principali Confederazioni, la più filo-governativa, qualsiasi esecutivo fosse in carica.

Il povero Bonanni da via Po deve esserci rimasto male se è vero, come sembra, che sperava nel “riconoscimento al merito” di Renzi che, si dice, non voleva Treu al vertice dell’Istituto di previdenza.

Qualcosa non deve aver funzionato, soprattutto dopo l’uscita dell’estratto conto previdenziale di Bonanni che metteva in risalto un “gonfiamento retributivo” per assicurare all’ex Segretario Generale della Cisl una pensione di gran lunga superiore alla media.

A quel punto la strada di Treu è stata tutta in discesa e, come previsto, ha tagliato il traguardo vincendo la nomina a Commissario dell’Inps.

Anche se al numero uno dell’Ente di Previdenza non è andato l’ex Segretario Generale della Cisl, la cordata Cisl ha di fatto occupato tutti i tre posti di comando dell’Ente.

Tiziano Treu, Commissario e futuro Presidente; Mauro Nori Direttore Generale, da sempre vicino agli ambienti sindacali della Cisl e Pietro Locca Presidente del CIV (Comitato di Indirizzo e vigilanza), con un passato tutto da dirigente sindacale della Cisl.

Ora siamo all’assurdo: addirittura il Consiglio di Amministrazione all’Inps non è stato rinnovato, in questo modo il CIV, di fatto, è l’unico Organo para-gestionale in carica. Il Direttore Generale, poi, ha praticamente in mano tutta la gestione dell’Istituto e con l’arrivo del Commissario Treu non crediamo che lo stesso futuro Presidente voglia inimicarsi gli unici due Organi che hanno potere all’interno dell’Istituto.

Insomma, possiamo affermare che la Previdenza pubblica Italiana è tutta in mano alla Cisl, anche senza Bonanni.

Ricordiamo inoltre che Tiziano Treu, uomo per tutti i Governi e tutte le stagioni, è quel ministro che ha ideato la legge 335 che modificò il sistema pensionistico penalizzando milioni di lavoratori e che sempre l’ex Ministro Treu è “l’inventore” del precariato nel mondo del lavoro.

Alla faccia delle radici sindacali.

Inoltre, oggi l’Inps deve affrontare e risolvere una volta per tutte il problema dell’accorpamento dell’Inpdap, sta letteralmente prosciugando le sue casse mentre toglie risorse ai pensionandi provenienti dal privato: c’è da avere paura a pensare quale altra soluzione troverà per risolvere il problema.

Di contro domani mattina quando i Sindacati andranno da Renzi per discutere il Decreto Poletti sul lavoro siamo certi che chiederanno anche di non eliminare i CIV dalle strutture previdenziali per non perdere quel potere(tanto) che quegli Organismi hanno dentro gli Enti: altro che Indirizzo e Vigilanza.

Oggi, con l’avvento di Treu, all’Inps la gestione e la vigilanza è in mano alla Cisl e l’unico indirizzo che i nostri tre super dirigenti conoscono è quello di Via Po n° 21, appunto la sede della Cisl.

E poi si dice che i sindacati sono in crisi… “ma mi faccia il piacere!” avrebbe detto qualcuno.

 

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