Ebola, paure e smentite dalla Spagna all’Italia

Ebola virus italia

L’epidemia Ebola è arrivata in Spagna, ora l’allarme coinvolge anche l’Italia.

La donna che si è ammalata a Madrid curò il missionario Manuel Garcia Viejo, morto il 25 settembre scorso nella capitale iberica. Adesso si teme che il contagio possa estendersi anche ad altre infermiere.

Mentre a Madrid nelle ultime ore si sono registrati 4 casi sospetti, da Perugia arriva una smentita sul presunto paziente di ritorno dall’Africa contagiato dall’Ebola. “Il paziente non soddisfa i criteri epidemiologici validati per casi sospetti di infezione da virus Ebola, non essendo transitato in Liberia, Sierra Leone, Guinea e Nigeria. Esclusivamente per motivi precauzionali sono stati attuati i protocolli previsti dal ministero della Salute e dall’Organizzazione mondiale della sanità” ha fatto sapere la direzione generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia “Santa Maria della Misericordia”.

Proprio ieri Gianni Rezza, infettivologo dell’Istituto Superiore di Sanità, aveva messo in guardia circa i possibili rischi di diffusione del virus nel continente europeo: “Con questi numeri e se la gente continua a viaggiare, le probabilità sono sempre più alte”, sono state le parole rilasciate da Rezza che comunque esclude, nel caso della donna spagnola, si possa parlare di situazione di allarme. L’episodio di Madrid, secondo l’infettivologo, ci dice che dobbiamo essere molto rigidi sulle procedure di protezione individuale e vigilare sulle misure per controllare l’infezione.

“Dobbiamo mantenere alta la guardia – ha proseguito – ma evitare gli allarmismi. Qualora un malato sbarcasse qui, sappiamo che la catena di trasmissione sarebbe comunque non lunga, grazie alle misure di contenimento predisposte da tempo”. Rezza, poi, ha evidenziato che con la continua diffusione del virus in Africa, da dove i viaggi continuano a svolgersi regolarmente a causa del mancato intervento dell’Organizzazione mondiale della sanità, prima o poi potremmo avere un caso analogo a quello negli Usa.

Sulla carenza di controlli verso le imbarcazioni provenienti dalle coste africane ha puntato il dito l’esponente della Lega Nord, Matteo Salvini. “I casi di tubercolosi e scabbia sono aumentati del 50%: è un problema. L’ebola? Ci sono delle autorità preposte che non si preoccupano. Io, personalmente, ero presente un giorno all’arrivo di 1500 persone ed ho assistito ad i controlli da parte di due medici. Se bastano due medici…”.

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