Ebola: primo caso anche in Italia?

Ebola

Dopo il primo caso di contagio a Madrid, il virus Ebola potrebbe essere arrivato anche in Italia. La notizia al momento non è certa, ma all’ospedale Spallanzani di Roma si sospetta il temuto “primo caso”. Nella struttura sanitaria della Capitale è arrivato un cittadino nigeriano di 49 anni che avrebbe accusato alcuni sintomi della malattia, come ad esempio la febbre alta.

L’uomo si era presentato il 7 ottobre all’ospedale San Giovanni, gettando nel panico l’intero pronto soccorso di cui è stato chiuso metà reparto. Dopo la psicosi da contagio che si era diffusa in tutto l’ospedale, il degente è stato portato al reparto di malattie infettive e tropicali dello Spallanzani, uno dei più specializzati e qualificati a livello nazionale.

Gli esami mirati, a cui i medici dell’ospedale romano stanno sottoponendo il paziente nigeriano, cercano di escludere che l’uomo abbia effettivamente contratto l’Ebola.

Un allarme che arriva dopo le rassicurazioni del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “In Italia sono moltissime le segnalazioni sospette pervenute al Ministero. Tutte si sono rivelate falsi allarmi”.

Era stato proprio lo stesso Spallanzani, dove ora è ricoverato il cittadino nigeriano, a sottoporre a test rigidissimi altri presunti casi, 6-7 in totale, che, fortunatamente, si sono dimostrati tutti negativi.

L’uomo è stato ricoverato e tenuto in isolamento, perché ha dichiarato ai medici di aver avuto contatti all’estero con un malato affetto dal virus. A differenza del caso di Ebola registrato in questi giorni in Spagna, riguardante un’infermiera che aveva prestato le proprie cure a un missionario affetto dal virus in Sierra Leone, l’episodio avvenuto a Roma sembra portare verso un esito migliore.

“L’Italia è certamente un Paese in cui è possibile, seppur poco probabile, che arrivi l’infezione, ma è sicuramente in grado di controllarla – rassicura il Prof. Massimo Andreoni, Presidente Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali – Essendoci un periodo di incubazione di 21 giorni, chiunque potrebbe partire sano e tornare con il virus. Ma se dovesse arrivare l’Ebola, si tratterebbe di singoli casi: l’epidemia dovrebbe essere scongiurata”.

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