Addio Italia per giovani e pensionati, cresce l’esodo dei connazionali

esodo emigrazione partenza addio italia

Continua l’esodo di connazionali che decidono di abbandonare l’Italia: nel 2014 sono aumentati del 3,1%.

Secondo il Rapporto italiani nel mondo 2014, realizzato dalla fondazione Migrantes, i nostri connazionali residenti all’estero iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani all’estero) sono 4.482.115, con un incremento di 141 mila iscrizioni nell’ultimo anno.

L’emigrazione italiana, poi, coinvolge diverse fasce di età: a partire, infatti, non sono solo giovani neo-laureati con l’obiettivo di far fruttare la propria laurea. Assieme a loro ci sono anche molti over 65 che continuano ad aumentare sia in valore assoluto che in termini percentuali rispetto alle altre classi di età (dal 18,8 per cento cioè 733.097 del 2010 al 19,6 per cento ovvero 878.209 del 2014).

Le mete sono le più disparate e tutte molto convenienti. In Tunisia, ad esempio è possibile acquistare delle lussuose ville a poco prezzo, ma anche a Santo Domingo si può acquistare una villa a prezzi vantaggiosi. La villa ai caraibi è stata proposta in inserzioni pubblicitarie su alcuni quotidiani come valida alternativa alla minaccia di una prossima patrimoniale. Senza andare troppo lontano, molti italiani hanno scelto di ricevere la pensione in paesi europei come Spagna, Portogallo o Cipro, dove la trattenuta sulla pensione recapitata dall’Inps è davvero molto bassa.

Voglia di tentare una nuova avventura all’estero per i più grandi, dunque, ma anche paura di non trovare lavoro per i più giovani e, in generale, la stanchezza nel ricevere servizi totalmente inadeguati in rapporto alle imposte pagate: sono molti e diversi tra loro i motivi che spingono le persone a lasciare l’Italia. Degli oltre 4 milioni di italiani all’estero, la maggior parte si sono iscritti all’Aire per espatrio (2.379.977) e per nascita (1.747.409); il 48% di loro sono donne (oltre 2 milioni e 100 mila hanno passaporto italiano e diritto di voto).

Oltre la metà (il 52,1 per cento) degli italiani che hanno lasciato il paese è partita dalle regioni meridionali (più di 1,5 milioni del Sud e circa 800 mila delle Isole) mentre il 32,6 per cento (quasi 1,5 milioni) proviene dall’Italia settentrionale. Quasi 700 mila, infine, sono quelli che hanno dichiarato di essere originari di una regione del centro Italia.

A livello comunale sono i grandi centri urbani a contraddistinguersi a iniziare da Roma (281.941) e, a distanza, Milano (66.296) e poi a seguire Napoli (39.921), Torino (39.520), Genova (32.505) e, ancora, Trieste, Palermo e Catania.

Aumentano dunque i connazionali che lasciano l’Italia. Tra questi, appunto, ci sono anche i pensionati che decidono di godersi la propria pensione in un altro paese contribuendo in questo modo allo sviluppo di un’altra economia.

Se a questo aggiungiamo che per ogni lavoratore straniero che arriva da noi, almeno due italiani se ne vanno, il dato appare ancor più drammatico. Come riportato nelle scorse settimane, infatti, la componente principale di immigrati che giungono in Italia, ovvero quella proveniente dall’Oriente, spedisce gran parte dei loro guadagni nel proprio paese di origine.

E tutto questo, alla nostra economia, non fa certo bene.

 

Articoli correlati

2 Commenti

  1. Arman Dino said:

    Grandi:-) qui il diritto ce l hanno gli immigrati possono fare reati aprire negozi e non pagano tasse invece gli italiani vanno in galera e pagano le tsse

*

Top