Fiumicino, in vista il taglio di metà delle aziende che trattano i bagagli

fiumicino
fiumicino

Se non è una rivoluzione, poco ci manca. La tanto attesa innovazione per la gestione dei bagagli sta per arrivare all’aeroporto di Fiumicino.
Ma come ogni passo in avanti tecnologico che si rispetti, ha degli indiscussi pro e dei dolorosi contro.
Si calcola che tra due anni e mezzo entreranno in funzione due nuovi impianti di trattamento automatico dei bagagli, la cui installazione provocherà automaticamente il taglio della metà delle aziende che si occupano attualmente dell’handling nel principale aeroporto dellla Capitale.
La decisione è stata presa da “Aeroporti di Roma AdR”, la società che gestisce lo scalo, per fronteggiare al meglio il costante incremento dei passeggeri che si verifica ogni anno.
Si stima che a Fiumicino nel 2014 sarà transitato l’8% in più dei viaggiatori rispetto all’anno passato, per un totale di 39 milioni di unità.
Doveroso dunque adeguare gli impianti ai numeri sempre crescenti, per non andare incontro al collasso del servizio che, tuttavia, rimane uno dei migliori a livello europeo, con solamente un bagaglio su mille “disguidato”, che cioè viene spedito in una destinazione diversa da quella del proprietario.
Con l’allestimento dei due nuovi impianti Bhs (Baggage handling system) si prevede la possibilità di trattare 12mila bagagli l’ora, contro i 6mila attuali. Opereranno al T1 ed al molo C in costruzione, per intenderci quello dedicato alle tratte dell’area Schengen.
L’unica incognita di questo progetto sono le inevitabili proteste dei lavoratori delle ditte che si spartiscono la torta del serbizio handling, che in passato hanno dimostrato una notevole risolutezza nel mettere in atto forme di protesta anche estreme. Come quando, quest’estate, furono lasciate a terra migliaia di valigie causando pesanti disservizi che si ripercossero sulla moltitudine di passeggeri che sventuratamente transitarono per Fiumicino in quei giorni.
Una bella gatta da pelare, dunque, per chi gestisce l’aeroporto, ma un’innovazione doverosa per adeguare lo scalo agli standard internazionali.

Articoli correlati

2 Commenti

  1. Marco Raffaeli said:

    si ma solo in italia ci cono 6 ditte di handiling.. con lavoratori che guadagnano 300 euro al mese… per fare un esempio a Francoforte ci sono solo 2 ditte

*

Top