Dalla Grande Bellezza alla “Grande Monnezza”, passando per Berlinguer

Si erano appena spenti i riflettori sul film-Oscar di Paolo Sorrentino, che i cinefili a comando hanno identificato il nuovo regista da beatificare: l’ex- tutto (ex-sindaco, ex-vice presidente del Consiglio, ex-primo segretario del Pd, ex-parlamentare) Walter Veltroni. Ora, a prescindere dal fatto che il defunto segretario del PCI meritava certamente una celebrazione sul grande e sul piccolo schermo, è abbastanza patetico leggere i peana che la grande stampa d’informazione sta dedicando all’opera prima del nuovo fenomeno della regia. Paginate e paginate di critiche entusiaste e, ieri, seratona ad inviti all’Auditorium Parco della Musica, una delle “creature” a cui l’ex primo cittadino di Roma tiene di più. C’erano proprio tutti: dal presidente della Repubblica Napolitano al regista Sorrentino, dalla bella ministra dei Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi alla pre-partoriente ministra della Funzione Pubblica Marianna Madia. La sfilata dei ministri renziani (quasi tutti), l’ ex margherita Francesco Rutelli, il “defenestrato” Enrico Letta ed il governatore della Puglia Nichi Vendola, ed ex-comunisti della prima ora come Emanuele Macaluso e Alfredo Reichlin che siedono uno accanto all’altro in memoria del Pci. E poi tutti i giornalisti “prezzemolini”, attori più o meno noti, volti del cinema e della tv, brillanti economisti e artisti di ogni specie. Quello che si dice un evento imperdibile.

Peccato che nessuno degli stessi grandi giornali abbia collegato il nome di Veltroni ad un altro avvenimento, questo molto maleodorante, delle ultime ore: lo stop al risarcimento per il crack dell’Ama Senegal (un buco da quasi 16 milioni di euro), un’altra delle “creature” fortemente volute da Veltroni sindaco di Roma. Il caso di Ama Senegal (che esplose nel 2006) fu una scellerata iniziativa che portò non solo a una grave perdita ma creò un grave problema diplomatico con quel Paese. Tutto iniziò quando Ama Spa, società partecipata al 100% dal Comune di Roma attraverso la sua controllata Ama International affidò ad Ama Senegal lo spazzamento, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani in Senegal. L’esito dell’operazione fu fallimentare con danni ingenti ed un pesante accollo per le casse del Comune. È di oggi la notizia che, dopo il ricorso del Campidoglio alla Corte dei Conti, i magistrati di piazza Cavour hanno deciso che non ci sarà nessun risarcimento per il Comune dichiarando il procedimento estinto.

È bene ricordarsi sempre tutto.

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